Il territorio Bellunese

Ambiente paesaggistico e percorsi naturalistici

Nella fitta trama di sentieri e mulattiere che attraversano il Comune sviluppandosi per chilometri dal fondovalle alla sommità vi sono sentieri tracciati per trekking a piedi, a cavallo e per la mountain bike.

Percorsi:

  • giro di Melere (16 km.)
  • giro delle ville (11,5 km.) **
  • Brent de l'Art * 

 

*Brent de l’Art

Si tratta di una delle bellezze naturalistiche più interessanti della nostra vallata oltre ad essere una delle poche configurazioni geologiche d’Europa con tali caratteristiche. Meta di studio per le università, è un ambiente incontaminato e ricco di spunti storici e ambientali.

Un po’ di storia

Il termine Brent – Brenta solitamente in Valbelluna indica un torrente che scorre in fondo ad una valle profonda e più o meno stretta, da qui il termine “Brentana “che identifica il momento in cui il corso d’acqua dopo numerosi giorni di pioggia

I detriti assieme alla piena d’acqua, una volta entrati nel canyon creano dei mulinelli, sbattono  intensa e persistente si ingrossa ed aumenta di velocità. Tutto questo unito al trasporto di materiale (sassi e piante) ed alle strette valli rocciose in cui l’acqua passa, amplifica notevolmente il rumore come non accade sulle normali valli aperte.

I detriti assieme alla piena d’acqua, una volta entrati nel canyon creano dei mulinelli, sbattono sulle pareti scavando la roccia e fluiscono poi a valle. Si presume che l’opera di scavo naturale più importante sia durata dai 10.000 ai 15.000 anni, in coincidenza con il disgelo dopo la fine della glaciazione wurmiana (8.000-10.000 anni prima di Cristo) e continui, anche se in maniera molto più debole anche adesso.

 Non è raro trovare sulle anse più strette e curve molti sassi ruvidi ma di forma quasi sferica, sono i sassi che vorticano in
cerchio sulle pareti dei Brent e modellano come un bravo scultore la roccia. La “Scaglia Rossa” cretacea, roccia formatasi appunto nel Cretaceo Superiore (90-65 milioni di anni fa) è formata da depositi di fanghi carbonatici mescolati a gusci foraminiferi platonici è un materiale facilmente erodibile, ma presenta una buona stabilità verticale ed è la roccia presente sui Brent de L’Art con i sui strati calcareo marnosi bianchi e rossi, con interstrati di argille rosse e grigio-verdoline.

 

La visita ai Brent

Dalla piazza di Trichiana si seguono le indicazioni per S. Antonio o Passo S. Boldo (Strada dei 100 giorni) e dopo circa 5 km si arriva all’abitato di S. Antonio appunto. 

In prossimità della piazzetta dopo la Farmacia e prima del bar Posta c’è un strada a destra con cartello Brent de l’Art. si prende questa strada che dopo 500 metri circa diventa sterrata (località Col de Varda) e la si percorre fino al parcheggio segnalato in località Calcherola. Qui si parcheggia l’auto e si parte a piedi. Ci si trova davanti ad un bivio, si prende la strada che scende a sinistra. La strada diventa poi un sentiero a gradoni e porta in 5 minuti di discesa al ponte Brent, e quindi all’imbocco del Brent Grande. La strada del ritorno sarà la stessa.  Il vecchio ponte è stato in loco fino all’alluvione del 1966 quando è stato distrutto dalla piena ed è stato ricostruito circa una decina di anni fa. Il ponte era molto usato una volta, perché nelle vicinanze c’erano le calchere (fornaci per produrre la calce) e perché molta gente passava per i Brent quando dalla parte alta di Mel doveva arrivare a Trichiana e a S. Antonio, per il ponte passavano anche i morti nelle casse e se dovevano passare da un comune all’altro i parenti dovevano pagare come da legge una tassa.

Dal ponte si può ammirare l’imboccatura del Brent Grande in tutta la sua maestosità. A destra appena dopo la bacheca informativa situata prima del ponte si può salire di qualche metro facendo un gradone ed addentrarsi sul lato destro del Brent. In inverno se il freddo di gennaio e febbraio è intenso e lungo il corso d’acqua si forma no strato sufficientemente spesso di ghiaccio, ci si può addentrare fino nelle anse più in fondo ed in annate molto fredde (ormai rare) si arriva ad attraversare il Brent Grande per intero fino alla Marmitta d’uscita. In estate per i meno freddolosi e chiedendo alle guide alpine specializzate, si percorre il tragitto a nuoto con muta da sub e salvagente. Se d’inverno sono le grandi e bianche colate di ghiaccio le protagoniste, nelle altre stagioni è un’esplosione di colori, con l’acqua che diventa color smeraldo e le varie rocce multicolore creano uno spettacolo per gli occhi di chi guarda.  Nella valle, da ponte Brent, si possono vedere ancora altri orridi e formazioni rocciose, attraversando il ponte e seguendo la mulattiera che porta a Val di Botte.

 Dopo circa un centinaio di metri ci si trova davanti ad un altro corso d’acqua, affluente dell’Ardo, lo si risale a destra e dopo più 50 metri a sinistra si vede un Brent molto stretto e particolare, è il Brent della Val di Botte. Un'altra formazione è presente appena dopo questo Brent, guardando la stretta roccia si prosegue lungo l’affluente principale alla propria destra per un centinaio di metri e si vede un altro Brent anche questo poco conosciuto e situato a valle della Val Crosentana. Se questo è poco visitabile, le forre del Brent della Val di Botte, si possono vedere dall’alto, ritornando indietro alla mulattiera e prendendo la strada a destra in direzione Val di Botte. La strada sale a destra dell’Ardo per un dislivello di circa 70 metri e quando dal fondo ghiaioso, si passa a quello lastricato, si possono ammirare gli orridi dall’alto, bisogna prestare molta attenzione e non sporgersi troppo perché la caduta avrebbe conseguenze tragiche. Il Brent Rizzo è un altro posto da visitare, soprattutto in inverni rigidi e con ghiaccio spesso e resistente, per trovarlo basta risalire il torrente Ardo dal ponte Brent e dopo circa una ventina di minuti iniziano le gole del canyon che si fanno via via più strette, e l’acqua sempre più profonda e blu. Quando le cascate di ghiaccio aumentano di volume nel punto più stretto fra le rocce, ostruiscono il passaggio e bisogna tagliarle con la motosega per aprire un pertugio e passare oltre. 

Per il ritorno alla macchina è sempre più facile fare la strada a ritroso. Altri Brent che possono essere visti scendendo semplicemente dalla macchina, sono quelli di Confos (ponte delle Valli) alto 20 metri e Campedei alto 21 metri, situato sotto il ponte delle Donne che è caratterizzato da tre ponti posti uno sopra l’altro dal più vecchio al più recente. Nelle escursioni invernali è consigliabile come già detto non sfidare la scivolosità delle foglie umide e del ghiaccio e quantomeno la resistenza di quest’ultimo se non si è sicuri, della tenuta perché la caduta in acqua può portare traumi, ipotermia ed annegamento. Per le escursioni un po’ più avventurose ci sono le guide alpine, anche per il canyoning estivo, perché oltre ai Brent de l’Art in provincia di Belluno ci sono tante formazioni simili e con salti di roccia e cascate molto alti (Val di San Mamante a Castion, Val Maggiore in Alpago, Val Maor a Mel, per citarne alcune) da percorrere in tutta sicurezza con chi lo fa di mestiere e con le attrezzature adatte. Detto questo per un giro fino a ponte Brent e ritorno per lo stesso sentiero è alla portata dell’escursionista medio. Per chi non li ha mai visitati arrivare anche solo al Brent Grande e trovarselo davanti è una forte emozione e ripaga della strada fatta. Ricordo inoltre che sotto la bacheca vicina al ponte Brent c’è una cassettina come quelle che si trovano sulle cime Dolomitiche, al cui interno troverete un libricino su cui scrivere le Vostre emozioni. Un consiglio è quello di visitare i Brent nelle varie ore della giornata e durante tutto l’anno per cogliere le più svariate condizioni cromatiche e luminose possibili. Nel Nostro comune troverete un’ampia scelta di attività ricettive e di ristorazione per prolungare la vostra permanenza qui, accolti nella splendida cornice della Valbelluna.

  • Itinerario Gregoriano

Passeggiate in montagna:

  • m. Frontal (1.150 m. s.l.m.)
  • m. Boral (1.156 m s.l.m.)
  • m. Cimone (1.292 m s.l.m.)

Ville storiche *

Sono per lo più di tipo rurale ed edificate nell'arco di 4 secoli. Si differenziano dalle ville venete palladiane per le dimensioni minori dovute alle condizioni economiche più povere. Formano un itinerario storico-turistico percorribile sia a piedi che in bicicletta (o a cavallo).
-villa Montalban, XVIII sec., Pialdier;

Risultati immagini per villa piloni trichiana
-villa Alpago Novello, XVIII sec., Frontin;

Risultati immagini per villa piloni trichiana
-villa Agosti, XIX sec., Villanova;

Risultati immagini per villa piloni trichiana
-villa Piloni, XVI sec., Casteldardo;

Immagine correlata

-villa Piloni, XVII sec., Carfagnoi;

Risultati immagini per villa piloni casteldardo
-villa Girlesio, XVII sec., S. Antonio Tortal.
link per il giro delle ville >>

Trichiana Paese del libro

Trichiana il paese del libro

Nel 1972 i fratelli Angelo Aldo (1921/88) Mario (1926/87) e Renzo (1928/87), con Beatrice Merlin, librai d’origine trichianese, promossero, in accordo con l’allora Amministrazione Comunale, la costruzione a Trichiana di una Biblioteca Civica. I tre fratelli e le librerie associate effettuarono una cospicua donazione di libri. La Biblioteca venne inaugurata nel 1974 e dedicata ad Enrico Merlin, giovane libraio trichianese prematuramente scomparso. Sempre su iniziativa dei promotori, fu proposta l’intitolazione di Trichiana quale “Paese del libro”. A onorare questo riconoscimento, attribuito dall’allora Presidente Sandro Pertini, L’Amministrazione Comunale si assunse l’impegno di organizzare un Premio Letterario di rilevanza nazionale.
Il Premio, tuttora in vita, vide la prima edizione nel 1990. La premiazione avviene nella prima settimana del mese di giugno ed é accompagnata da un corollario di eventi culturali.

Calendario delle principali manifestazioni

 

EVENTI 2018

 

  • abbiamo il piacere di invitarvi all’ormai tradizionale  concerto  organizzato in occasione delle Festività Natalizie  dal Circolo “Promozione Cultura” di Mel in collaborazione con il Comune di Mel e con la  Parrocchia San Nicolò di Villa di Villa  per la valorizzazione dello splendido Organo Callido op 403  del 1803 che l'organaro veneziano ha costruito a Villa di Villa alla fine della sua lunga e brillante carriera, che si terrà nella Chiesa Arcipretale di Villa di Villa di Mel  Giovedi  4 Gennaio 2018 alle ore 20.30.

     

    Questa edizione vedrà protagonista il Trio “TriOttocento”, gruppo cameristico composto da Graziano Cester al corno da caccia e tromba, Luigi Pradelle all’oboe e Francesco Zane all’organo, che proporrà un repertorio di grande atmosfera e suggestione imperniato su brani di celebri autori quali Padre Narciso da Milano, A. C. Adam, J. F. Dandrieu, G. Rossini, J. C. F. Fischer, I. Berlin e C. Spisani.

    Il concerto sarà introdotto dalla presentazione  del M°  Manolo Da Rold, direttore della Corale Zumellese.

     

    Un’ occasione da non perdere per ascoltare e godere della buona musica.

     

    L’ingresso è libero

    27 - 28/01  -  04/02  Carnevale di Sedico. Sfilata di carri allegorici e maschere; elezione di Miss Carnevale; spettacoli teatrali, feste per bamnbini e serate musicali. Stand enogastronomici.

    28/01 - 13/02  Carnevale di Sappada. Carnevale di ripicca con maschere tipiche della tradizione ladina.

    23-28/02 Carnevale di Cortina. Sfilata di carri imponenti, bambole e maschere della tradizione ampezzana con rappresentazioni teatrali in costumi tipici.

    06/05 44a Alpe del Nevegal - Cronoscalata valida per il Campionato Italiano di Velocità in Salita

     

    17/06 Sportful Dolomiti race - La Gran fondo internazionale più dura d'Europa, con partenza da Feltre e arrivo in Trentino.

     

    29/06 - 01/07 Mostra dell'artigianato locale - Feltre

     

    14/08 Notte dei falò - Cortina d'Ampezzo

01-02/09 35a Pedavena-Croce d'Aune - gara valida per il Campionato Italiano Velocità in Salita
 
27-28/10 33° Rally Bellunese - gara valida per il Campionato regionale Rally

La Provincia di Belluno

panorama-bellunoE' la provincia più estesa del Veneto, ma nello stesso tempo la meno popolata. E' attraversata dal fiume Piave, che nasce alle pendici del Monte Peralba e che taglia la provincia di Belluno in direzione nordest-sudovest.

La provincia è ricca di laghi, che pur frutto dello sfruttamento idroelettrico, sono inseriti in un contesto naturalistico straordinario; ne ricordiamo alcuni: il lago di Santa Croce rinomato per il wind e kite surf, il lago di Auronzo, il lago del Mis, il lago di Calalzo con i bellissimi laghetti di Lagole, il lago di Pontesei, il lago di Corlo, il lago di Busche e il lago della Stua.
Ci sono poi dei laghi naturali di montagna ubicati in ambienti incantevoli come il lago di Misurina, il lago di Coldai, il lago di S. Anna, il lago al rifugio Vandelli del Sorapiss, il lago Ghedina e molti altri.

Uniche sono anche le montagne che circondano la provincia di Belluno, che vanta più del 70% delle Dolomiti riconosciute dall'Unesco patrimonio dell'Umanità. La località montana più facilmente raggiungibile nei pressi della struttura è il Nevegal, che offre sentieri stupendi d'estate e anche delle belle piste da sci d'inverno, e raggiunge 1763 mslm sul colle del Visentin. Verso sud la Cima Grappa con 1775 mt sul livello del mare è la cima più alta delle prealpi feltrine; il versante a nord si affaccia su Fonzaso, Seren del Grappa e più marginalmente Feltre, bellissima cittadina medioevale tutta da visitare. Tra le cime delle Dolomiti senz'altro da visitare spiccano le vette maggiori e più rinomate quali: lo Schiara (2.565 m s.l.m.) la Marmolada (3343 m s.l.m.), l'Antelao (3263 m s.l.m.), il Cristallo (3153 m s.l.m.), il Sorapiss (3154 m s.l.m.), il Monte Civetta (3220 m s.l.m.), le Tofane sopra Cortina D'ampezzo (3243 m s.l.m.), le Tre Cime di Lavaredo (3001 m s.l.m.), il Piz Boè (3152 m s.l.m.) e il monte Pelmo (3168 m s.l.m.).

Di seguito alcuni link dei maggiori siti turistici del territorio, per pianificare al meglio qualche escursione o gita giornaliera:

Scarica le app della Provincia di Belluno

app Dolimiti live app way to the city